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di 'Per quel che mi riguarda'

martedì 18 gennaio 2011

LA FIDANZATA E LE ALTRE - L’imprevisto fatale di Ida Dominijanni

Più che la trovata della fidanzata, tanto prevedibile quanto ormai fuori tempo massimo, sorprende la vastità del fronte disposto a cascarci, e la disperata sollecitudine dei fedelissimi disposti a confermarla. Il Giornale, va da sé, che sulla notizia - «Berlusconi è fidanzato» - apre a sei colonne, suffragandola con la logica stringente dell’editoriale del direttore Sallusti: «Svelare la storia personale con la dama misteriosa era necessario per rimettere un po’ d’ordine in una vicenda che sta assumendo contorni surreali». Idem Il Tempo - «Silvio è fidanzato», a tutta pagina -, col direttore che minaccia la guerra civile nel caso di «decapitazione» del premier e un servizio che compiange le masse di aspiranti fidanzate deluse. E non scherza nemmeno il Corsera, che prende in parola l’annuncio e il toto-fidanzata. Ovviamente ha ragione Sallusti, basta rovesciare il suo ragionamento: era necessario inventarsi l’ennesima puntata della fiction, la fidanzata perbene, permettere un po’ di disordine in una vicenda purtroppo reale, le carte della procura di Milano. E non stupisce neanche tanto il repentino cambio di strategia di Berlusconi, giustamente rilevato ieri da altri commentatori. Se il premier smette di rivendicare il suo stile di vita «libertino», come aveva fatto al momento dell’esplosione del Ruby gate («amo la vita e le donne, nessuno mi farà mai cambiare stile»), e passa al copione b del marito abbandonato (da Veronica, è sempre lei il fantasma dietro le quinte) che si è trovato subito una nuova compagna, non è solo per rassicurare la sua audience turbata dall’ultimo diluvio di rivelazioni.
Il fatto è che nella logica perversa del premier, le donne sono comunque a sua disposizione: oggetti da consumare, manipolare, sedurre, e perfino incoronare. Se ne troverà pure qualcuna dunque, nella finzione o nella realtà non importa, disposta a fare la statuina della fidanzata perbene. Come tutte quelle fin qui disposte a fare le altre parti in commedia: ragazze immagine, ragazze squillo, ragazze in tubino nero senza calze, ragazze in divisa da infermiera e da carabiniere a seno nudo, ragazze senza una lira che implorano aiuto e si dimenano come possono per meritarsi la busta di Spinelli, ragazze spietate come Ruby pronte a raccontare su sua richiesta
balle ai magistrati ma solo in cambio di oro sonante, «cinque milioni a confronto del macchiamento del mio nome», ragazze senza tetto né legge domiciliate in via dell’Olgettina 65 in cambio delle prestazioni a villa San Martino. Volete che in questo catalogo non ci sia anche una ragazza adatta a fare la fidanzata, con o senza adeguata ricompensa? E’ solo con questa mossa che il cerchio si può chiudere e si può depurare l’immagine nazionale e internazionale del premier nemico delle donne.. Manca solo la mossa ulteriore, anch’essa già ipotizzata più volte, della consegna dell’eredità politica a una ragazza-premier.
Eppure è proprio nelle falle di questa logica perversa che Berlusconi è caduto: una prima, una seconda, una terza, una quarta volta. Perché non tutte sono nella sua disponibilità. E oggi come all’inizio del sexgate, l’imprevisto si annida nella libertà di quelle che disponibili non sono, o non lo sono fino in fondo. Oggi, l’amica di Nicole Minetti che si fa trascinare a casa del principe al grido di «ne vedrai di ogni» ma ne esce disgustata e testimonia in procura, o la danzatrice del ventre amica di Ruby che anche lei si defila e testimonia. Ieri, Patrizia D’Addario che si autodenuncia per squarciare il primo velo sulla prostituzione di regime e il regime della prostituzione. All’inizio di tutto Veronica Lario che strappa il copione della coppia dei reali per denudare il re. Alla fne di tutto due magistrate , Fiorillo e Bocassini, decise a non mollare sui fatti di quella notte del 27 maggio e dintorni. Scritta e descritta perlopiù come la tragedia o la farsa di un uomo solo al comando, la sceneggiatura della fine di Berlusconi è firmata da alcune donne. Quelle che non stanno nella parte assegnata da lui alla Donna. Ovvio e banale, eppure per lui imprevedibile e fatale.

Fonte articolo e vignetta 'Il Manifesto'
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Foto di regime, il principe e la corte di Ida Dominijanni





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