Libertà di pensiero è la "capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro" (Immanuel Kant)

La tua opinione é importante, esprimila, lascia un commento ai post.

Prego gentilmente tutti quelli che postano la loro opinione scegliendo l'opzione 'Anonimo' di blogger di firmare il proprio commento. grazie. ros

Clicca per tornare nella Home

Clicca per tornare nella Home
di 'Per quel che mi riguarda'

lunedì 6 aprile 2009

Il G20 come un’illusione ottica prodotta da una politica show.

La stampa internazionale, con poche ma buone eccezioni, dal Financial Times all’International Herald Tribune, ha celebrato l’incontro dei potenti del mondo e gli accordi stipulati per combattere la recessione. Peccato che si sia trattato dell’ennesima illusione ottica prodotta dagli effetti speciali della politica moderna. Iniziamo dai paradisi fiscali e dalle liste nere e grigie dell’Ocse. Gordon Brown e i suoi colleghi occidentali ci dicono che li aboliranno, poi però si scopre che dietro le quinte i cinesi hanno puntato i piedi: Hong Kong e Macao non si toccano, questo il succo della loro risposta.

I francesi non volevano dargliela vinta e allora il presidente Obama è intervenuto, dando prova del grande trasformismo che lo ha portato alla Casa Bianca con i voti di Wall Street e quelli dei ghetti neri di Detroit e Chicago. Così il G20 ha solo ‘preso visione’ della lista nera dell’Ocse invece di incorporarla e non ha votato misure contro quei Paesi che continueranno a servirsi dei paradisi fiscali.

C’è poi la questione di quelli islamici, che operano, cioé, sotto il regime economico e finanziario islamico: Dubai e alcune isole lungo le coste della Malesia, tanto per citarne qualcuno. Al G20 di questo non si é parlato come se la finanza islamica non esistesse, eppure é da Dubai che sono partiti i soldi che in parte hanno finanziato l’11 settembre e nessuno é riuscito a scoprire chi li aveva spediti. Gli Stati Uniti non hanno chiesto all’emirato di infrangere il segreto bancario per rendere noti i nominativi dei conti cifrati come é avvenuto con la Svizzera.

Anche riguardo lo stanziamento di mille e cento miliardi di dollari - di cui 250 miliardi per i Paesi poveri - per risanare l’economia mondiale appartiene agli effetti speciali della politica. Gran parte di questi soldi sono stati già promessi ed una parte già spesa. Non si tratta di tutto denaro nuovo insomma.

Lo stesso vale per il potenziamento del Fondo Monetario, 500 miliardi di dollari, molti erano già stati programmati. C’é poi il mistero dei 40 miliardi di dollari che a detta di Brown la Cina verserà al Fondo Monetario e che Pechino invece non conferma. Che qualcosa si sia perso nella traduzione? Tutto in questa baraonda d’illusioni é possibile.

C’é poi da chiedersi che significa condannare il protezionismo e sostenere il commercio internazionale se poi non ci si accorda su come punire chi infrangerà questi principi. Ci saranno sanzioni economiche? Si metteranno questi Paesi alla gogna? La stessa vaghezza avviluppa le strategie per evitare che le banche tornino a fare ciò che hanno fatto fino ad oggi: giocare all’azzardo e nulla é stato deciso riguardo a come liberarsi dei beni tossici nei bilanci.

Date queste premesse ci si chiede perché il 2 aprile i mercati abbiano reagito così bene, dando vita ad un rally internazionale, subito scemato il giorno dopo. La risposta ce la fornisce la storia: nel 1933 di fronte ad una crisi epocale come questa il mondo si disintegrò, ieri invece i grandi del pianeta sono stati ripresi durante una sorta di Grande Fratello, economico mentre sorridevano gli uni agli altri. La recessione, però, appartiene a quei pochissimi eventi che non rientrano nel reality tv e tra poco se ne accorgeranno tutti.Loretta Napoleoni-Il Caffé

Nessun commento:

Posta un commento