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di 'Per quel che mi riguarda'

giovedì 21 luglio 2011

TEATRO DELLA POLITICA - Che spettacolo la casta in un giorno da leoni di Alessandro Robecchi

Se siete di quelli che se la prendono ogni giorno con la famosa casta, che costa e non produce, questo è il giorno di cambiare idea. Pochi, infatti, sanno produrre spettacoli di arte varia, commedie degli equivoci, teatro dell’assurdo come i rappresentanti del governo del fare. Ieri, a grande richiesta del fare ridere.

Primo atto Lo spettacolo è cominciato in mattinata, con una protagonista assoluta, Stefania Prestigiacomo, e alcuni nobili figuranti, tra cui Fabrizio Cicchitto, la spalla ideale di ogni comico. Trama entusiasmante. Su una mozione della Prestigiacomo, i ministri votano contro. Cicchitto percorre l’aula a grandi passi dando misteriose indicazioni, La Russa si agita come al solito, sempre Cicchitto viene alle mani con la ministra Brambilla (era dato 6 a 1 a Las Vegas, ma solo in caso di ko tecnico prima della quarta ripresa), ma purtroppo Verdini li divide. La Prestigiacomo si mostra donna tutta d’un pezzo e davanti alla sua stessa mozione stupisce amici e avversari astenendosi. Poi, invece di suicidarsi con un rituale giapponese, dichiara: «Non mi sento sconfessata». Applausi, richiesta di bis, standing ovation.
Risultato: il decreto rifiuti torna in commissione, il che è un’oggettiva vittoria della Lega. Che così andrà a votare per l’arresto di Alfonso Papa con un fagiano nel carniere, e si sospetta che renderà il favore.

Secondo atto.
Si svolge in due luoghi diversi. Al Senato si vota per l’arresto di Alberto Tedesco, Pd, accusato di corruzione. Alla Camera si vota per l’arresto di Alfonso Papa, Pdl, accusato di estorsione, concussione e altro. Un tipo in gamba. Quella che segue è una sommaria cronaca di cui Ionesco sarebbe invidioso.

Ore 11.40 Siamo contro il voto segreto per Papa. Lo dicono quasi all’unisono Rosi Bindi e Di Pietro. Temono che la Lega approfitti del voto segreto per dire una cosa e farne un’altra.

Ore 12.45 Bersani annuncia che il Pd voterà per l’arresto in tutti e due i casi, per Tedesco e per Papa.

Ore 12.50 Alfonso Papa si dice «sereno».

Ore 12.52 Franceschini lancia l’allarme: il ritorno in commissione del decreto rifiuti è la merce di scambio che la Lega incassa in cambio del voto contro l’arresto di Papa.

Ore 13.05 Marco Reguzzoni, della Lega, risponde indignato a Franceschini e accusa il Pd di volere lui il voto segreto per votare di nascosto contro l’arresto di Papa. Pensiero contorto, ma eccitante.

Ore 13.08 Italo Bocchino chiede il voto palese. La Lega gli grida Scemo, scemo. Eppure la Lega voleva il voto palese, quindi grida scemo a uno che ha la sua stessa posizione. Si teme il diffondersi del virus Prestigiacomo: proporre una cosa e votarsi contro. Purtroppo nessuno si trasforma in un bacellone verde come nei romanzi di fantascienza horror. Obiettivamente è un errore della sceneggiatura, pensavamo meglio.

Ore15.35Fabrizio Cicchitto chiede il voto segreto nella speranza che alcuni del Pd salvino Papa alla Camera per salvare poi Tedesco al Senato. Però dice di farlo per combattere il cinismo. Omeopatia.

Ore 15.36 Alfonso Papa: «Vivo questa giornata con grande serenità». Se fosse vero sarebbe l’unico.

Ore 15.53 Alberto Tedesco fa sapere che voterà sì al suo arresto e chiede il voto palese, forse per vedere chi è d’accordo con lui. È disposto anche a spararsi in un piede, ma solo con sparo palese.

Ore 15.56 Alfano, segretario del partito degli
onesti, chiede di votare contro l’arresto di Papa, pur sottolineando che non è per l’impunità. Ai mondiali di tuffi sarebbe un carpiato, voto 9.8, solo l’ingresso in acqua un po’ scomposto.

Ore 16.07 I Responsabili chiedono il voto segreto. Tutti meno uno, un tale Pisacane che si indigna perché qualcuno ha firmato al posto suo. Verbale: il Responsabile Pisacane non è responsabile della sua firma, ma ritirare la firma,perché non è sua, sarebbe irresponsabile.

Ore16.32 Visto che il voto sarà segreto, chi voleva il voto palese cercherà di votare facendo vedere bene cosa vota. Pd e Idv comunicano al mondo che voteranno con il dito indice, in modo che non ci siano dubbi. Indicativamente, è un bel gesto. Mostrare il medio, invece, è maleducato. Avere il pollice opponibile, come mostra questa giornata parlamentare, non è stato poi questo grande affare.

Ore 17.00Il tempio della democrazia rappresentativa scopre nuove forme di espressione. Nei cessi della Camera spunta la scritta: «Cosentino camorrista, Papa in galera». Per l’esame calligrafico ci vorranno gli investigatori di C.S.I.

Ore 18.12 Berlusconi si dice «ottimista sul voto». Il nostro consiglio, invece è di non farsi mai consigliare da lui un cavallo nella terza corsa, se non volete buttare i soldi.

Ore 18.16 Alfonso Papa parla della sua coscienza, di Dio, degli uomini e della Verità. A occhio e croce pare un po’ meno sereno di prima.

Ore 18.23 Berlusconi applaude l’accorato intervento di Alfonso Papa. Lo applaudono anche i ministri seduti ai banchi del governo. Il ministro Maroni, invece, è seduto ai banchi della Lega e non applaude. Bossi non c’è.

Ore 18.34 Divertente siparietto di Fabrizio Cicchitto sul giacobinismo, che «ha fatto tante vittime nel secolo scorso e rischia di farne anche in questo secolo». Meno degli incidenti d’auto, comunque.

Ore 18.36 L’arresto di Alfonso Papa viene concesso con 319 voti, la maggioranza era fissata a 302, per cui si può dire che 17 giacobini hanno fatto nuove vittime inquesto secolo. Meno degli incidenti d’auto, comunque.

Ore 18.50 Con ben 14 minuti di ritardo sul collega Papa, anche Alberto Tedesco taglia il traguardo della votazione con voto segreto, ma al Senato. 151 contrari e 127 favorevoli. Per lui l’arresto è negato, nonostante il suo voto e quello del suo partito. Al Senato l’opposizione è impotente. Tranne D’Alema che è potente pure lì.

Ore 18.51 Alcuni deputati Pdl lasciano la Camera in lacrime. Ci si chiede se soffrano davvero o se abbiano riso tantissimo, come tutti noi.

Ore 18.59 L’onorevole Fabrizio Cicchitto detta
alle agenzie alcune furibonde parole di condanna per l’accaduto. Tangentopoli 2, la vendetta, può cominciare.

Ore 19.00 Sipario. Recensioni entusiastiche, pubblico in visibilio. Spuntano a Roma le prime bancarelle che vendono forconi. Inquietante segnale di giacobinismo.

fonte articolo 'Il Manifesto'
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