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di 'Per quel che mi riguarda'

sabato 16 aprile 2011

Il vice-bollito di Marco Travaglio

(vignetta Vukic)
Ha suscitato comprensibile sgomento nelle file del Pdl l’ipotesi che sia Angelino Jolie, al secolo Alfano, a succedere al Cainano quando verrà a mancare all’affetto dei suoi cari, ma soprattutto delle sue care. L’idea che questo allampanato e allampadato avvocaticchio agrigentino possa fare il leader di qualsiasi cosa, foss’anche una bocciofila o una filodrammatica, non può che seminare il panico nel centrodestra e risate omeriche dall’altra parte. E, siccome l’ha lanciata il Cainano, dà la misura di quanto questo sia bollito. Ma anche di quale sia il livello medio della classe dirigente Pdl, se un Alfano qualsiasi passa per il migliore (seconda classificata, per dire, la Gelmini; dal terzo posto in giù, alcune specie di alghe e plancton). In un paese serio, un partito che avesse fra le sue file un Alfano lo terrebbe ben nascosto, perché non si sappia in giro. Questi l’han fatto ministro della Giustizia, ruolo riservato a chi è disposto a tutto, anche a perdere la faccia, dunque è meglio se non ne ha una o l’ha già persa. Il tapino manifesta preoccupanti carenze non solo in diritto costituzionale e penale, ma persino in aritmetica elementare. Tre estati fa, per spiegare l’assoluta urgenza della sua legge bavaglio contro le intercettazioni, comunicò testualmente al Parlamento: “Secondo un mio calcolo empirico non scientifico, è probabilmente intercettata una grandissima parte del Paese. Le persone intercettate in Italia nel 2007 sono state 124.845. Ma poi ciascuna fa o riceve mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a 3 milioni di intercettazioni”. Difficile concentrare una tale densità di balle in così poche parole. Gli italiani intercettati ogni anno sono circa 6 mila (non “la grandissima parte del Paese”, ma lo 0,001% della popolazione). Poi è vero che parlano con altri (difficile che uno si telefoni da solo). Ma è improbabile che ciascun italiano ogni giorno parli in media con 30 persone. Ed è demenziale pensare che l’indomani parli con altre 30 totalmente diverse da quelle del giorno prima. Ma soprattutto: che vuol dire “secondo un mio calcolo empirico”? Il ministero della Giustizia ha un ufficio studi che sforna dati scientifici. Ma Alfano teme che quelli scientifici smentiscano le baggianate che dice e preferisce usare un suo personalissimo pallottoliere, ovviamente guasto. Lo stesso che ha consultato l’altro giorno prima di dichiarare al Parlamento che il disastro ferroviario di Viareggio si prescrive nel 2032 e gli omicidi colposi de L’Aquila nel 2044. Dunque la prescrizione breve non impedirà di celebrare quei processi: a suo dire, siccome i fatti risalgono rispettivamente al 2010 e al 2009, il disastro colposo si prescriverebbe in 22 anni e l’omicidio colposo plurimo in 35. In realtà si prescrivono al massimo in 12 e mezzo e in 19. La metà di quel che dice Alfano. Ma, siccome gl’imputati sono incensurati e qualche attenuante spetta loro di diritto, la prescrizione scende a 7 anni e mezzo, che con la prescrizione breve diventano 7. Ergo bisognerà chiudere i processi in Cassazione entro il 2016-2017. Cioè, con buona pace di Alfano, si prescriveranno. Ora il premier ha designato questo Archimede Pitagorico a spiegare a Napolitano che la prescrizione breve è conforme alla Costituzione. L’impresa sarebbe titanica già per un giurista vero, visto che la legge è un concentrato di incostituzionalità (cambia le regole dei processi già iniziati e crea una disparità di trattamento fra le vittime di incensurati e quelle di pregiudicati): figurarsi per questo giurista per caso. Che sarà venuto in mente a B. di affidare la lezione sulla costituzionalità di una legge a un ministro che in due anni se n’è viste radere al suolo due dalla Consulta perché incostituzionali (“lodo” Alfano e legittimo impedimento)? Forse non ha trovato di meglio. O forse è davvero convinto che Angelino Jolie sia il meglio. Del resto, diceva Voltaire, “chiedete al rospo che cos’è la bellezza: vi risponderà che è la rospa”.

fonte articolo 'Il Fatto Quotidiano'
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1 commento:

  1. toni sangiuliano16 aprile 2011 16:56

    Ma è ovvio, Angelino (Jolie) Alfano è perfetto per Mister B-movie

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