«Per l’Italia è inimmaginabile tornare indietro», spara invece il ministro. Quindi si andrà avanti con il piano per la costruzione di nuove centrali «di ultima generazione» e come tali assai diverse da quella di Fukushima.
Parole chiare che arrivano però dopo diverse informazioni errate, come quella che «in Europa solo Italia e Austria non hanno il nucleare». A dire il vero sono 13 su 27 i paesi della Ue che fanno a meno dell’atomo. Altra inesattezza quelle delle scorie radioattive che sarebbero inerti «perché il nocciolo non fonde più», assicura Romani, quando inerte è un concetto che riguarda solo la reazione agli agenti chimici, non la temperatura. E soprattutto non nasconde il fatto che le scorie continuano a emettere radioattività per milioni di anni. Altra questione aperta quella sull’unicità del terremoto nipponico. Unico magari per potenza, ma non per impatto sulle strutture, un elemento su cui pesano anche altri fattori, come la profondità dell’epicentro e la struttura dei terreni su cui poggiano le centrali.
Al di là delle imprecisioni del ministro la Conferenza sulla sicurezza voluta ieri dalla Commissione ha approvato definitivamente la proposta austriaca di sottomettere a stress test gli impianti nucleari europei. E non solo. «Si riconosce in termini generali – ha affermato Oettinger – che la sicurezza è un tutt’uno per cui vogliamo realizzare questi stress test anche nei paesi vicini e a livello globale». Sarkozy si farà latore della proposta al G20 mentre la questione verrà presentata anche alla Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica di Vienna. Nel mirino soprattutto gli impianti ucraini, bielorussi e russi. I test ci saranno ma non si sa ancora come. «La Commissione – annuncia Oettinger – prevede di convocare un’altra sessione di questa Conferenza per valutare quali standard attuare per i test, considerando l’età, la struttura, i sistemi di sicurezza». L’ipotesi è una prova ad hoc da realizzare centrale per centrale con criteri che variano a seconda della posizione geografica, dell’età e del tipo di reattore. Altro punto su cui il commissario insiste è quello della trasparenza, uno dei talloni d’Achille dell’industria nucleare. «I risultati dei test – assicura Oettinger – saranno pubblicati completamente, è la mia proposta ed è un mio obiettivo assoluto. I test saranno indipendenti e verranno pubblicati integralmente, sia per quel che riguarda i criteri, le norme di valutazione, la lista
di esperti e i risultati».
fonte articolo 'Il Manifesto'
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