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di 'Per quel che mi riguarda'

sabato 2 ottobre 2010

Altro che cavaliere: non si scusa neanche. E per i suoi è tutto ok di Alessandro Braga

(vignetta Mauro Biani)
Un bel colpo, non c’è che dire. In una volta sola Berlusconi è riuscito a offendere le donne (di cui è un ammiratore quasi patologico), gli ebrei («un paese con cui abbiamo un’antica amicizia», ha detto solo due giorni fa) e Vaticano (proprio lui, «l’unto del signore». Riuscendo in un’operazione quasi impossibile, mettere d’accordo tutta l’opposizione, i cattolici e i rappresentanti delle comunità ebraiche della penisola.
Tutti uniti contro di lui. Che non solo non si è pentito, ma ha anche difeso le sue gesta. Inondato da un mare di critiche, se n’è infischiato, replicando così: «Si parla di una storiella circolata un anno fa in tutto il parlamento. Averla raccontata in privato non è né un’offesa né un peccato, è solo una risata». Insomma, per il presidente del consiglio è «soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti». Come probabilmente furono quelli che i suoi fidi scudieri, adesso tutti uniti a minimizzare la questione, lanciarono in occasione di una bestemmia scappata ai concorrenti di due famosi reality show, uno tra l’altro in onda proprio sulle reti del cavaliere. Allora si innalzarono a paladini della moralità, oggi che è il loro capo a bestemmiare (con l’esclamazione «Orcodio», si chiude la barzelletta contro Rosy Bindi ) va tutto bene. «Il furto di frasi dette in privato, la loro conservazione e poi la loro pubblicizzazione nel momento più opportuno per provocare sensazione e scandalo è un metodo inaccettabile. Poi c’è l'orgia dell'ipocrisia di chi fa finta di rimuovere il fatto che nella vita privata spesso si dicono cose politicamente non corrette proprio perché non si parla in chiave politica», difende l’indifendibile il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto.
Rosy Bindi, ormai abituale bersaglio delle sparate di Berlusconi, replica così: «Ci sono la doppiezza morale e l’inaffidabilità umana prima ancora che politica del nostro presidente del Consiglio». Che poi, con stile, non chiede al premier di scusarsi con lei, ma «con tutti i credenti italiani, e con la chiesa cattolica». Infine, si augura che il presidente del Consiglio «se ne vada il prima possibile». Appoggiata da tutto il suo partito e dagli altri dell’opposizione: «Ancora una volta abbiamo assistito ad atti e espressioni inaccettabili da parte del presidente del consiglio - chiosa il segretario democratico Pier Luigi Bersani - È incredibile che una persona capace di simili volgarità possa governare un paese come il nostro». Forse così incredibile non è. «Barzelletta indegna», attaccano gli esponenti dell’Italia dei Valori, solidali con Rosy Bindi. «L’Italia si vergogna del suo presidente del Consiglio», taglia corto Leoluca Orlando. E se le comunità ebraiche reagiscono condannando la barzelletta berlusconiana - «riproduce i peggiori stereotipi antisemiti», ha detto Amos Luttazzo, presidente della comunità ebraica veneziana - i cattolici di centrodestra tacciono all’unisono, imbarazzati ma paurosi di andare contro Berlusconi. Parlano invece i cattolici del centrosinistra. Quello del premier, per Giuseppe Fioroni, cattolico targato Pd, è un «comportamento inqualificabile«. «Ha offeso tutti i cattolici», scrive sul suo sito web Famiglia Cristiana. «Non voglio le sue scuse, basta che se ne vada», chiude il discorso Rosy Bindi. Come cacciarlo, lo propone il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti: «Se un calciatore bestemmia viene espulso. Se a farlo è il presidente del Consiglio che succede?», si chiede. Viva la prova tv.

Fonte articolo 'Il Manifesto'
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